Italiani e competenze digitali: due dati per fare il punto
Quarantacinque virgola otto per cento: è la quota di persone tra i 16 e i 74 anni che in Italia possiede competenze digitali almeno di base, secondo i dati Eurostat relativi al 2023. La media dell'Unione europea si attesta al 55,6%, e l'obiettivo fissato dal programma europeo per il Decennio digitale è arrivare all'80% entro il 2030. Siamo quindi ancora lontani dal traguardo.
L'indicatore misura cinque aree: saper cercare e valutare informazioni, comunicare e collaborare online, creare contenuti digitali, proteggere i propri dati e dispositivi, risolvere piccoli problemi tecnici. Per chi si avvicina agli assistenti di intelligenza artificiale, le due aree più rilevanti sono proprio la valutazione delle informazioni e la sicurezza: sono le competenze che servono per riconoscere una risposta sbagliata e per evitare di condividere dati che non si dovrebbero condividere.
Cosa significa nella pratica di tutti i giorni
Per iniziare a usare un assistente AI bastano un indirizzo email e pochi minuti. Per usarlo bene — capire quali informazioni inserire e quali no, verificare ciò che risponde, leggere le impostazioni sulla privacy, scegliere lo strumento giusto tra decine di alternative — servono invece un po' di tempo e, spesso, qualcuno che ti mostri come fare. Le due cose viaggiano a velocità diverse, ed è proprio nello spazio tra l'una e l'altra che nascono le delusioni e gli errori più comuni.
Questi numeri non devono scoraggiare: spiegano perché una buona guida, prima ancora di presentare le app più famose, dovrebbe assicurarsi che le basi siano solide. È il principio su cui abbiamo costruito il nostro percorso di guide gratuite: partire davvero dall'inizio, un'attività quotidiana alla volta.
Fonte di riferimento: Eurostat, indicatore sulle competenze digitali (Digital Skills Indicator)