L'intelligenza artificiale nella vita degli italiani: usi e abitudini
Secondo l'indagine ISTAT su imprese e ICT, nel 2024 l'8,2% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha utilizzato almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, rispetto al 5% dell'anno precedente. Un salto netto, che però lascia l'Italia sotto la media europea: per Eurostat, nello stesso anno, la quota nell'Unione è stata del 13,5%. Gli usi più diffusi riguardano l'analisi di testi scritti, la generazione di linguaggio e il riconoscimento vocale.
Per quanto riguarda le famiglie, i dati sull'uso individuale dell'AI generativa sono ancora recenti e in evoluzione, e preferiamo non citarli senza una fonte stabile. Le tendenze, però, sono riconoscibili anche nell'esperienza quotidiana: l'AI viene usata soprattutto per scrivere e correggere testi, tradurre, cercare informazioni, riassumere documenti e organizzare impegni. Molto meno per attività creative complesse o per automazioni vere e proprie.
Che cosa ci dicono questi dati
Il quadro è, per certi versi, incoraggiante: gli italiani si avvicinano all'AI con curiosità ma anche con una certa prudenza — ed è un atteggiamento sano. Proprio qui una guida organizzata, basata su test concreti e senza interessi commerciali nascosti, si distingue da un video virale o da una lista di "app imperdibili" pubblicata senza averle mai provate.
Per la stessa ragione, in questo blog indichiamo sempre da dove arrivano i numeri che riportiamo — e nel nostro catalogo non troverai link sponsorizzati, ma schede che ti aiutano a valutare ogni strumento in autonomia: facilità d'uso, privacy, piano gratuito, supporto alla lingua italiana.
Fonte di riferimento: ISTAT, Imprese e ICT — anno 2024